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Abu Simbel
Hotel Abu Simbel
Escursioni
Abu Simbel
Trasferimenti Abu Simbel
Situata a
270 km al sud di Assuan, la località si compone di due templi costruiti sotto il regno di Rameses II. I templi furono finalmente mossi
pietra per pietra e ricostruiti a posto attuale. Quattro colossi,
ciascuno di 20 metri d'altezza, rappresentando il
faraone Rameses II. Il tempio di Hathor, chiamato il piccolo
tempio, si
trova a breve distanza al nord del grande tempio. La facciata e'
composta da sei colossi di 10 metri d'altezza
tagliati nella roccia. Una delle località più estreme del mondo. E tuttavia, la località in sé stesso
non è cosi' grande di quella delle Pyramides di Gizeh o al Temple di Karnak -
che e' una città nella città.
I due templi sono stati costruiti da Rameses II - il grande -
ai confini meridionale dell'impero (270 km a sud di Assuan, ultima
città dell'Egitto) nel cuore della Nubia, paese lontano e sconosciuto.
Basta vedere la posizione di Abu Simbel su una carta geografica per
rendersi conto. Rameses II ha voluto
segnare lo spazio con la sua
potenza, e, con questo gesto, i limiti del suo territorio. I Templi
sono tagliati in
una scogliera d'arenaria rosa
sulla riva sinistra del Nilo, quella che è riservata al mondo dei morti.
Non è per altrettanto un vero tempio funerario o tempio di milione di
anni. I
templi di Abou Simbel sono uno dei più grandi progetti di gloria personale mai realizzati
IL TEMPIO DI ABU SIMBEL DEL RE' RAMSES II
Considerato
la più grande opera di Ramses, il tempio rupestre di Abu Simbel è una
vera meraviglia dell'antichità. Le quattro colossali statue, alte venti
metri e interamente scolpite nella roccia, che raffigurano il faraone
seduto all'ingresso, sono ormai diventate un'icona della civiltà egizia.
Scavato per oltre sessanta metri dentro il ventre di un'altura di
arenaria, il santuario era dedicato a tre grandi dei, Amon Ra E Ptah,ma
in realtà era un'altra la divinità da venerarvi : Ramses stesso. Il
tempio di Abu Simbel fu però sfortunato. Poichè anni dopo la sua
costruzione fu gravemente danneggiato da un terremoto, che lesionò e
sgretolò pilastri e statue, compresa tutta la parte superiore di uno dei
colossi della facciata. La maggior parte dei danni fu riparata,
ma nulla
gli architetti
reali poterono fare per l'enorme statua, i cui pezzi furono lasciati sul
posto, dove il sisma li aveva fatti cadere. L'edificio fu
completamente
abbandonato diversi secoli dopo la morte di Ramses e la sabbia iniziò a
seppellirlo, fino a lasciare scoperte solo testa e spalle
delle grandi
statue dell'ingresso. Fu così che nel 1813 lo trovò lo studioso svizzero
Burckhardt. Restò inviolato ancora quattro anni,fin quando l'italiano
Belzoni, dopo mesi e mesi di lavoro, riuscì finalmente a farsi strada
tra la sabbia e a rimettere piede, primo uomo dopo migliaia di anni,
all'interno del santuario. Il vero pericolo per la sorte del tempio al
quale Ramses aveva delegato la testimonianza della sua potenza e della
sua origine divina, arriverà molto più tardi, quando il complesso
rischiò di sparire per sempre sepolto da una valanga d'acqua. Nel
1960,infatti, il presidente egiziano Nasser aveva iniziato i lavori per
la costruzione della grande diga di Assuan. Questa prevedeva la
creazione di un enorme lago artificiale, un progetto importante per il
paese, ma che rischiava di cancellare per sempre alcune delle più
straordinarie testimonianze dell'antica civiltà dei faraoni. Fra queste
anche Abu Simbel, che nel frattempo era diventato famoso in tutto il
mondo. Fu l'Unesco a lanciare il grido d'allarme, che si trasformò in
una vera e propria campagna di salvataggio che coinvolse ben 113 Paesi,
pronti ad aiutare l'Egitto con uomini, denaro e tecnologia. Il progetto
richiedeva che il tempio di Abu Simbel venisse smontato pezzo per pezzo
e ricostruito 180 metri più nell'entroterra dopo aver innalzato il
terreno di 65 metri rispetto al livello precedente. I lavori richiesero
cinque anni, oltre duemila uomini, tonnellate di materiali e uno sforzo
tecnologico senza precedenti nella storia dell'archeologia. I blocchi
numerati per ridar loro l'esatta posizione, furono riassemblati, e
l'intero tempio fu ricostruito mantenendo persino l'originario
orientamento rispetto agli astri e al nuovo corso del Nilo determinato
dallo sbarramento di Assuan. Fu restaurato il paesaggio, e quando anche
la montagna soprastante fu ricostruita, il puzzle fu finalmente
completo. Ramses stesso non vi avrebbe trovato alcuna differenza.
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